|
|||||||
| LAssociazione Culturale Grande Albero, nasce nellinverno del 1998, da una idea di Raffaello Regoli, quando con larrivo del nuovo parroco (tra laltro è diventato un membro della compagnia) che offre una grande disponibilità ed ogni mezzo per laggregazione paesana, (che era andata scemando negli anni precedenti), coinvolge alcuni compaesani, di età compresa tra 10 a 45 anni, costringendoli ad improvvisare un quanto mai improbabile Aspettando Gesù, una piéce improvvisata che va dalla Crocefissione del Cristo alla sua Resurrezione. Il tutto trasposto ai giorni nostri. Da qui lidea di formare la nuova Compagnia Recitante Il Grande Albero, che vedrà la defezione degli elementi più giovani e vista la poca esperienza inizia utopisticamente con un testo molto impegnativo Così è se vi pare di Luigi Pirandello. Ma ben presto la compagnia si ravvede e si orienta su un testo più leggero e molto scorrevole, La Soffitta di Marcello Isidori, che mette in scena nel gennaio del 2001 alla Sala Polivalente di Renazzo (FE), al Cinema Teatro Corso di Finale Emilia (Mo) al Teatro Parrocchiale di Castello DArgile (Bo). La Sala Polivalente di Renazzo diventerà molto importante per la Compagnia, poiché diverrà la sede di debutto di altre due commedie negli anni a venire. In seguito, visto il successo di pubblico, la compagnia si orienta sul genere brillante. Sceglie Una mano a Poker di Fabio Bertarelli, messa in scena nel marzo del 2002. È una commedia ricca di battute umoristiche che il pubblico digerisce benissimo. Ma il regista vuole migliorare anche laspetto recitativo. Perciò incontra e conosce Alessandro Frabetti, e con lui la compagnia inizia un piccolo stage su movimento e controscena. Nellestate dello stesso anno una ridotta schiera di attori decide di mettere in scena, nel cortiletto dellabside della chiesa di Alberone di Cento (Fe), una rielaborazione intitolata Shakespeare incontra Shakespeare, che molto bene si adatta alle strutture di tipo gotico rustico che caratterizzano labside mai completata. Poi come di consueto unimmersione in un turbinio di prove per la realizzazione di Per la buona pace in famiglia, sempre di Fabio Bertarelli. Dopo molte repliche di questa piéce, che vedono impegnata la Compagnia anche nelle calde giornate estive del 2003, la regia decide di mettere in scena una commedia dialettale dal titolo Al Zampin dal Diaeval, interamente scritta dalla Compagnia stessa, per la stagione 2004. Questa decisione viene presa per vedere come gli attori si destreggiano nella difficile arte di recitare in un idioma così particolare. Ne verrà fuori una esilarante commedia dal carattere assurdo e sperimentale, forse con una trama sottile ma di sicuro impatto e divertente. Ovviamente la Compagnia Recitante Grande Albero ha ancora tanti progetti nel cassetto e continuerà ad operare per il divertimento del pubblico, anche perché è convinta che una buona e rilassata risata valga più di cento medicine, e oggi più che mai ne abbiamo bisogno. |
|||||||