Formazione del gruppo: Christian Rainer (EU, 1976 – ancora vivo) lavora da molti anni come artista visivo, musicista, scrittore, regista e promoter.
Il suo eterogeneo percorso artistico è denso di riferimenti a molte epoche e luoghi ed è proprio questa vocazione all’esplorazione, allo spostamento, a connotarne meglio la natura.
Si tratta di una natura da cui nascono e in cui poi riconfluiscono numerose discipline (scrittura, arte, musica, cinema), tutte quelle di cui Christian Rainer indistintamente si occupa.
Il nomadismo di cui si parla è soprattutto un nomadismo interiore prima ancora che geografico, lì dove il non avere un’ identità definita non equivale a non averne, ma ad averne molte: tante pieghe dello stesso tessuto
tra le quali scoprire sempre qualcosa di nuovo, qualche dettaglio che prima era sfuggito.
In breve la sua ricerca si fonda sull’approfondimento delle realtà visibili, insistendo su di esse, allo scopo di scoprirne gli aspetti più reconditi e inaccessibili.
Christian Rainer ha lavorato nel mondo dell’arte con importanti fondazioni, musei e gallerie e collaborato in numerosi progetti firmati con altri artisti e musicisti.
Discograficamente, dopo anni di sperimantazione dalla musica indipendente a musiche per film, da composizioni per solo piano ad un repertorio cantautoriale acustico, pubblica il primo album “Mein braunes Blut” nel 2002. Seguito da “Ronin” (2004) con la band omonima e i singoli “Low”, “Home Summer”, “Vegetable Man”, “Total Eclipse”, “Elsewhere”.
Nel gennaio 2008 è uscito in vinile l’album di Christian Rainer & Kiddycar “How this word resounds”.
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