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in collaborazione con
Comune di Cento (FE)
Con il patrocinio della

Mauro Furlan
D.j. Radiofonico RADIO BASE POPOLARE NETWORK

GENERE Musica Progressive e dintorni

PROGRAMMAZIONE Ogni sabato sera dalle ore 21.00 alle ore 22.30

DURATA MEDIA Tre parti di circa 25 minuti ciascuna

DESCRIZIONE Parlare di me? Decisamente non è facile…

Parlare di “Progland”? Forse è più semplice…
Per pigrizia scomoderò in maniera inopportuna lo spirito del grande John Peel, immaginando un casuale e voluto incontro.


JP: Chi c'è dietro la consolle di Progland?
MF: Mah, di sicuro c'è uno che da oltre vent'anni è alla ricerca della… Musica Definitiva, che sa non esiste, ma giustifica così l'enorme quantità di tempo persa tra scaffali di dischi, riviste, libri, concerti, biografie di gruppi e recensioni.

JP: Cos'è Musica Definitiva?
MF: E' un concetto astratto per definire quello che concretamente è impossibile: un'arte, un'opera che possa unire l'animo degli uomini verso una specie di… "star bene" comune, che crei un brivido generale di piacere… Immagino una musica che si perde tra i vasti giardini dell'Eden, ora soave, eterea, ora energica e decisa. La musica definitiva è un ideale riferimento per apprezzare tutto ciò che ascolto senza farmi condizionare dal genere o dall'etichetta.

JP: Parlami di te…
MF: Ho quarant'anni e una bellissima famiglia… Dopo aver scoperto che il fumo delle sigarette fa male e che il calcio non poteva essere considerato obiettivo lavorativo, da circa vent'anni mi porto 20 Kg in più di… responsabilità. Mi piace occuparmi di musica, anche se non sempre il tempo me lo consente. A dire il vero neanche tutto il resto lo consente… I CD continuano ad essere considerati bene di lusso; se voglio organizzare un concerto devo faticate quanto uno che voglia recarsi in Nepal in bicicletta… Alla fine i CD continuo a comperarli (detesto i cloni!!!) e per quanto riguarda i concerti a volte mi "butto" lo stesso nell'organizzarli, malgrado il casino. A volte preferisco berci su un buon bicchiere di vino rosso fresco.

JP: Non riesco ancora a capire perché hai chiamato la tua trasmissione "Progland" …tutto sommato, è un nome che gran parte di chi ascolta musica lo abbina a gruppi come Genesis, E.L.&P., Yes e affini… ma so che non proponi solo questo filone del rock…
MF: Mah, dieci anni fa mi è venuto in mente "Progland" in virtù del fatto che il progressive era considerato un filone del rock noioso, improponibile e poco commerciale. Avevo notato, comunque, che ogni volta appariva una recensione di opere che contenessero brani di una certa complessità e/o lunghezza veniva regolarmente giudicata positivamente. Paradossale! Com'è paradossale il fatto che siano spesso solo questi due aspetti ad essere giudicati o valutati. Nell’etere, poi, nessuna emittente dedicava al progressive uno spazio nel palisesto. Così ho preso come emblema il filone musicale dichiaratamente più…"sfigato", proponendo comunque brani tratti da lavori che ho ritenuto creativamente importanti e che avessero qualcosa da dire, indipendentemente dal filone di appartenenza (o presunto tale). Ho immaginato quindi una "terra" libera dove potessero vagare nell'etere sia brani come "The musical box" dei Genesis che "Sacrifist" di John Zorn; oppure "Astronomy domine" dei Pink Floyd e "Luglio, agosto, settembre nero" degli Area; o ancora "London calling" dei grandi Clash e "Halleluja" di Leonard Cohen...

JP: Le interviste…
MF: Le interviste che ho fatto sono tra le cose più emozionanti che mi potevano capitare. Ho avuto l'onore di intervistare personaggi che meritano di essere conosciuti, sia musicalmente che umanamente. Del resto se parliamo di musica come arte, è paradossale trovare questi due ambiti distanti tra loro…Tutte, comunque, mi hanno lasciato un segno.

JP: Qualche esempio…

Massimo Bubola
Quella a Massimo Bubola è stata tra le interviste più belle ed intense. Una "chiacchierata" profonda, ricca di poesia. Una grande emozione che è culminata con una versione dal vivo negli studi di Radio Base Popolare Network a Mestre di "Eurialo e Niso". Straordinario.


Tolo Marton
Un grande protagonista del rock italiano è sicuramente Tolo Marton, che intervistai in occasione dell'uscita del suo "Colours and notes". C'era un piccolo pubblico negli studi di Radio Base Popolare Network allora a Conegliano, accorso ad applaudire il "Maestro", che, con una vecchia chitarra classica, lasciò tutti a bocca aperta con versioni fatte a modo suo di brani di Jimi Hendrix, Nils Lofgren (già chitarrista della E-Street Band di Bruce Springsteen) ed altri tratti dalla propria importante discografia.


Ataraxia
In ambito underground gli Ataraxia sono tra i più conosciuti gruppi italiani all'estero. Orgogliosi e fieri della loro autonomia artistica, hanno offerto in più occasioni agli ascoltatori di Progland alcune live performance che rimarranno a lungo nella memoria di chi c'era e di chi ascoltava.


Aldo Tagliapietra
Non poteva mancare a Progland uno dei Grandi, uno dei Principi del Progressive italiano, quel Aldo Tagliapietra autore con Le Orme di alcune tra le gemme più preziose del rock italiano. Importante è stata una bella e lunga l'intervista negli studi di Radio Base a Mestre in occasione dell'uscita de "Il fiume", dopo sei anni di silenzio discografico.
Per me Aldo è un grande amico e un grande artista, anche se lui ama definirsi un artigiano.


Vittorio De Scalzi
Vittorio De Scalzi è un altro grande del rock italiano. Chi non conosce almeno una tra le canzoni del vasto repertorio dei New Trolls? L'intervista con Vittorio la realizzai prima di un concerto a Conegliano nel dicembre 2001, dove vennero riproposti, con tanto di orchestra, i mitici "Concerti Grossi 1 & 2". Il progetto ripresentato da Vittorio vide un determinante collaboratore nel ritrovato Maurizio Salvi, componente dei New Trolls "primo periodo" affermatosi negli ambienti della musica classica, che ri - orchestrò e ri - arrangiò l'opera composta dal premio Oscar Louis Bacalov.

Giulio Capiozzo (Area)

Il Premio Darwin è stata l'occasione per incontrare gli Area, in particolar modo per intervistare Giulio Capiozzo, un grande italiano dei tamburi, amante e conoscitore della Musica, quella con la "emme" maiuscola. Inutile andar oltre su un personaggio di tal levatura e spessore. Ricordo solo con amarezza l'appuntamento saltato proprio a causa del malore che l'ha portato via…


Paul Whitehead
Non capita tutti i giorni di conoscere tali personaggi! Grazie ad una mostra di pittura e ad una gentile "dritta" di Aldo Tagliapietra ho avuto l'onore di intervistare il grande Paul, autore delle prime mitiche copertine degli LP dei Genesis, dei Van Der Graaf Generator, dei Mott The Hoople, High Tide, Earth, Wind and Fire, Le Orme e tanti altri.


Merlons Lichter
I miei amici dicono che con i Merlons sfioro il fanatismo… ma le idee musicali dello straordinario combo da Erlangen, cittadina nei pressi di Norimberga, sono sempre state molto ricche anche dopo l'abbandono della bravissima Antje, front-woman del primo periodo, che da sola avrebbe giustificato il mio attaccamento alla band. In Germania hanno parecchio seguito in ambito underground, giustificando lavori per conto di BMG prima e Virgin poi. Sono riuscito a portarli in Italia per due, tre concerti… Bhe, chi c'era può dire d'aver assistito a shows straordinari e unici nel loro genere. Chi non ha un loro disco dovrebbe procurarselo!!!


Banco del Mutuo Soccorso
Chi non conosce il Banco del Mutuo Soccorso alzi la mano!! Mio figlio di sette anni… Bhé lo posso capire e comunque farò in modo di riempire questa lacuna il più presto possibile!
Il Banco, o meglio, parte del Banco, è stato ospite della prima edizione del Premio Darwin. L'occasione ci ha fatto ben sperare per il futuro della manifestazione (vedi menzione fatta sul disco dal vivo "nudo": un grande onore!). Successo di pubblico per l'ottimo concerto dove potevano essere ascoltati dal vivo pezzi storici come "Il ragno", oppure "Metamorfosi", rispolverati in grande stile e riproposti in versione "Unplugged". Un'emozione unica!


Cerberus Shoal
Nell'ambito della musica d'avanguardia, il concerto dei Cerberus Shoal a Finale Emilia è stato qualcosa di straordinario. Da quel concerto che mi è sorta la voglia di scrivere un articolo "corposo" per qualche rivista importante. Grazie a Blow Up e a Stefano Isidoro Bianchi, persona squisita e di grande competenza, per il n. 46 del giornale ho scritto una mini-retrospettiva, parte di un’ intervista che ho fatto a Chriss Southerland (leader del gruppo) per Radio Base e la recensione del loro capolavoro "Mr.Boy Dog".

JP: Hai possibilità di portarti via nella "classica" isola deserta tre dischi. Quali scegli?
MF: Mha….Probabilmente la "Messa in Requiem" di Mozart, "Echoes" dei Pink Floyd così avrei un "escursus" abbastanza completo di un gruppo che amo molto. Poi una raccolta sulla musica pop italiana periodo 1969-1979…

JP: Così però non vale! Escludiamo le raccolte!!
MF: Allora salverei i primi dischi che ho comprato: "Verità nascoste" delle Orme, "Wish you were here" dei Pink Floyd e "Never mind the bollocks…" dei Sex Pistols. Ora che ci penso…troverei un giradischi in questa isola deserta?

Meglio finire qui.

Bye…Bye…!

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