*Poeta N. 12 - LUCIANO BONVENTO
Titolo poesia: QUANDO SI PARLAVA LA STESSA LINGUA
Avevamo tutta la luce delle aurore
dentro gli occhi,
quando ci svegliava il miagolio dei gatti,
il canto dei galli, l’abbaiare dei cani,
le galline che ruspavano intorno alla casa.
Le ombre che camminavano lungo i sentieri,
erano uomini, donne, bambini, gente semplice,
parlavano tutti la stessa lingua, il dialetto.
Avevano occhi per guardare verso i domani,
i passi diritti oltre il confine del cuore,
solo poco tempo per pensare,
tropo poco per sognare,
avevano i sentimenti puri: i figli, la vita.
Certi giorni vedevi le donne in ginocchio,
curve con la schiena piegata ad arco.
Era quando sfoltivano le barbabietole.
Quando passavi vicino un campo di grano
con tutti i papaveri fioriti,
ti sembrava d’essere vestito di rosso,
e la sentivi cantare la lama del seghetto
quando mietevano il frumento.
Non chiedermi cos’é il vuoto del silenzio
quando ti accorgi che l’innocenza non c’è più,
quando la vita dalle mani bugiarde
consuma l’emozione dei tuoi giorni più belli.
Il tempo non è più quello d’una volta,
quando tutti parlavamo in dialetto.
Ora tutto è un deserto, non ci conosciamo più,
i paesi sembrano tutti pomeriggi d’inverno,
quando il ghiaccio copre i sentieri dei giardini
e le rose rimangono dimenticate
sotto il bianco della neve.
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